PATENTE, ARRIVA LA STANGATA

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Costerà sino a 200 Euro in più prendere la patente

Ecco i primi effetti collaterali sulle nuove regolamentazioni dell’IVA.

Sino al 2 Settembre 2019 le autoscuole avevano una esenzione IVA sulle Lezioni di Guida.

L’Agenzia delle Entrate (risoluzione 79/E del 2 settembre 2019) ha recentemente revocato questo aspetto e quindi dal 3 settembre 2019 il costo per prendere la patente subirà un aumento di circa il 22%. Riguarda le lezioni nella parte relativa alla teoria in aula e a quelle di guida in auto.

Resteranno invariati, invece, tutti gli altri costi amministrativi e burocratici, dai certificati medici alle tariffe della Motorizzazione civile.

Se si considera che un’ora con l’istruttore in un’auto di un’autoscuola costa, in media, 30 euro e che, sempre in media, i candidati ne fanno 12-15, il maggior costo dovrebbe aggirarsi attorno agli 80-100 euro. A cui aggiungere l’impatto sul corso di teoria, stimabile in altri 60-80 euro.

SARA’ ANCHE RETROATTIVA?

Resta da definire se addirittura questa nuova regola riguarderà anche gli anni accertabili, ossia gli ultimi 5 anni.

Significherebbe che le autoscuole dovranno regolarizzare tutte le operazioni indebitamente fatturate in esenzione, emettendo apposite note di variazione e presentare le dichiarazioni integrative.

 

COSA SIGNIFICA IN SOLDONI?

Ogni anno le patenti conseguite attraverso le autoscuole italiane sono 800 mila. Secondo Unasca (Unione Nazionale Autoscuole).

Ovvero, 3,8 milioni di permessi di guida conseguiti nell’ultimo quinquennio.

E quindi è stimabile che il titole del giro di questa partita valga circa 600 milioni di euro.

Cifra che, ripartita tra le circa 7 mila autoscuole attive in Italia, graverebbe, in media, per 85 mila euro su ciascuna di esse.

E quindi questa cifra sarà scaricata sui nuovi clienti con un rincaro di circa 200 euro a patente. O meglio, a tentativo di prendere la patente (non in tutti i casi dopo aver sostenuto il corso si prende la licenza e occorre perciò sostenere nuove lezioni).

ANTEFATTO

Questa riorganizzazione fiscale trova spazio grazie una recente sentenza della Corte di giustizia europea (sentenza del 14 marzo scorso, causa C-449/2017, rivedendo e superando le precedenti risoluzioni 83/E/1998 e 134/E/2005) secondo cui “l’insegnamento della guida automobilistica in una scuola guida, pur avendo a oggetto varie conoscenze di ordine pratico e teorico, resta un insegnamento specialistico che non equivale, di per sé stesso” all’insegnamento scolastico e universitario, esente dall’imposta in tutta l’Unione europea.

 

Un’interpretazione che sarà probabilmente oggetto di prossime riflessioni e forse nuove variazioni giuridiche?

 

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