Manutenzione e revisione dell’impianto GPL

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Oltre all’impianto a metano, gli automobilisti hanno la possibilità di rivolgersi alla tecnologia del GPL, acronimo di gas di petrolio liquefatto, per utilizzare un carburante alternativo alla benzina e al gasolio in un’ottica di risparmio. L’impianto viene “aggiunto” (non sostituito) a quello di serie a benzina dell’automobile (è possibile effettuare anche il montaggio su un’auto Turbodiesel; tuttavia la quantità di gpl utilizzata dal motore è al massimo del 30%; Il resto è gasolio). E si possono trasformare in alimentazione a GPL, naturalmente, anche le auto ibride. Il gpl è un idrocarburo leggermente più pulito della benzina (anche dal punto di vista acustico): produce, quindi, un calo delle emissioni (La diminuzione è così quantificabile: 10 – 15% di anidride carbonica, 20% di monossido di carbonio e 60% di idrocarburi incombusti) a fronte, però, dell’aumento del consumo del 10-15% e del calo dell’autonomia di una percentuale analoga al confronto con la benzina. Va da sé che, nei giorni di blocco del traffico a causa dell’inquinamento dell’aria troppo elevato, le auto a GPL non devono obbedire al blocco di circolazione e possono circolare liberamente. Per quanto riguarda la potenza massima del motore, ormai negli impianti di ultima generazione non si riscontrano più cali di potenza. Anzi: ultimamente i marchi costruttori tendono ad aggiungere qualche cavallo alle versioni gpl dei loro modelli. Si rileva, del resto, un calo di prestazioni del 2-3%.

I listini attuali offrono molte possibilità per l’acquisto di un’auto con impianto GPL già installato ma è anche possibile, considerata la grande disponibilità di installatori sul territorio nazionale, montarne uno “after market” prodotto da un’azienda specializzata in questo tipo di tecnologia.

Prima di procedere all’installazione è innanzitutto necessario verificare che tipo di normativa sulle emissioni inquinanti rispetta la nostra auto (Euro 0, Euro 1, Euro 2…) e in base a questo procedere a un preventivo per l’installazione (si va dagli 800 euro di un’auto Euro 0 ai 1.800-2.000 per una con catalizzatore e iniezione elettronica diretta sequenziale fasata di ultima generazione). Una volta verificato lo spazio che occuperà il serbatoio del GPL (di norma viene montato nel baule e ha una forma cilindrica o toroidale) l’installatore provvederà al montaggio. Un pieno di gpl costa circa 20 euro, a fronte di una percorrenza media che varia da 10 a 14 chilometri con un litro e un’autonomia complessiva (nell’uso a gpl) nell’ordine di 350 chilometri.

Come funziona la manutenzione di un impianto GPL?

Bisogna attenersi alle istruzioni fornite dal costruttore. In media si consiglia un tagliando ogni 20.000 km con sostituzione del filtro che effettua la pulizia del gas; verifica gioco valvole ogni 30.000, collaudo generale dell’impianto ogni 90 – 100.000 km. È consigliabile anche, ogni 5.000 km, l’aggiunta di un additivo che effettua la pulizia dei condotti di iniezione. Non va, infine trascurato il monitoraggio dell’impianto di lubrificazione: un impianto a GPL lavora a temperature più elevate rispetto all’auto a benzina.

Quando va fatta la revisione dell’impianto a GPL?

Mentre le bombole di un impianto a metano devono essere revisionate ogni tot anni (ne abbiamo parlato qui: https://www.centrorevisioniauto.it/blog/metano-cosa-caso-revisione/), il serbatoio del GPL non è soggetto a revisione. La legge, però, stabilisce che questo debba essere sostituito ogni dieci anni dal montaggio. Questo perché il serbatoio possiede particolari elettrovalvole che lo rendono molto sicuro, anche in caso di incidente. Non a caso un’auto a gpl (se costruita dopo il 2002 e conforme alla normativa ECE/ONU 67/01) può essere parcheggiata nei garage sotterranei fino al primo piano interrato. Durante la revisione dell’impianto, una volta effettuata la sostituzione del serbatoio si procede al collaudo dell’auto presso la motorizzazione e se questo viene superato viene trascritto sul libretto di circolazione.

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